Le idee economiche non nascono mai nel vuoto, ma sono sempre il prodotto del tempo e del contesto storico in cui prendono forma. Per questo l’economia rappresenta una dimensione essenziale di tutte le grandi tradizioni religiose. La Fede Bahá’í affronta questo ambito in modo particolarmente esteso, anche perché Bahá’u’lláh è apparso in un’epoca segnata dall’integrazione economica globale e da nuove forme di interdipendenza tra i popoli. Nelle Scritture bahá’í ricorrono espressioni come «la soluzione economica è di natura divina», «il riadattamento degli standard economici dell’umanità» e il richiamo a una «soluzione spirituale ai problemi economici». Tali affermazioni, pur centrali, risultano spesso poco chiare e sollevano una domanda fondamentale: esiste nei testi bahá’í la proposta di un sistema economico definito, oppure un insieme di principi destinati a orientare l’evoluzione del pensiero e della pratica economica? Questo articolo è basato sull’intervento “Is There a Bahá’í Economic System?”, presentato presso il Wilmette Institute e disponibile online.

A offrire un chiarimento su questo tema è Hooshmand Badee, economista e autore con oltre trent’anni di esperienza nell’insegnamento, i cui studi si collocano all’intersezione tra economia, etica e spiritualità. Tra i suoi contributi più significativi figura il volume Principles of Spiritual Economics, pubblicato da George Ronald. Il libro parte dall’osservazione, sempre più condivisa, che una moderna economia scientifica non può prescindere dagli incentivi spirituali. Pur riconoscendo che la dimensione materiale e quella spirituale non sono identiche né producono gli stessi effetti sugli individui, l’opera mette in luce come la loro interazione costituisca una forza potente per promuovere il benessere umano e una prosperità autentica. In questo senso, i principi economici presenti negli insegnamenti bahá’í non delineano un modello rigido, ma offrono una cornice etica e spirituale per affrontare in modo nuovo le sfide economiche contemporanee.

Il sistema economico bahai è una questione che suscita domande profonde: esiste già un modello completo? Quali valori guida dovrebbero informare le nostre scelte economiche? In questo articolo esploriamo il tema con rigore e spirito di servizio, perché crediamo che comprendere il sistema economico bahai sia fondamentale per contribuire alla costruzione di una civiltà più giusta, equa e sostenibile.

Il video chiarisce che non esiste oggi un sistema economico bahá’í già definito e operativo, ma che questa assenza non rappresenta una mancanza bensì una scelta consapevole: la Fede bahá’í non propone un manuale tecnico, ma principi spirituali destinati a orientare l’evoluzione dell’economia nel tempo. Si tratta di un video di sintesi, creato in modo automatizzato, pensato per facilitare la lettura e la comprensione dell’articolo attraverso un supporto audiovisivo in lingua italiana, offrendo una visione d’insieme accessibile e coerente con i contenuti scritti.

 

Il sistema economico bahá’í è presentato come un processo organico e graduale, in cui valori come giustizia ed equità — intese non come uguaglianza meccanica ma come pari opportunità, eliminazione degli estremi di ricchezza e povertà e tutela dei più vulnerabili — e cooperazione, intesa come vero motore del progresso umano, vengono progressivamente tradotti in istituzioni e pratiche concrete. Il lavoro è elevato a forma di adorazione quando svolto con spirito di servizio, mentre strumenti economici come interesse equo, tassazione progressiva, partecipazione agli utili, proprietà privata regolata e una futura moneta universale sono ammessi se guidati da etica e responsabilità. L’obiettivo finale non è l’accumulo di ricchezza, ma l’unità del genere umano, il benessere collettivo, la costruzione di una civiltà globale in continuo progresso e la protezione del pianeta, in un percorso guidato dalla Casa Universale di Giustizia e arricchito dal contributo degli esperti del futuro.

Definizione, contesto storico e significato del sistema economico bahai

Quando parliamo del sistema economico bahai, non intendiamo semplicemente un insieme di regole tecniche da applicare meccanicamente. Il nostro approccio nasce dalla convinzione che l’economia sia intrinsecamente legata alla natura umana, ai valori etici e alla direzione morale della società. Il termine “il sistema economico bahai” racchiude, per noi, l’orizzonte di una riorganizzazione sociale ispirata ai Principi divini rivelati da Bahá’u’lláh e alla guida istituzionale della Casa Universale di Giustizia. Questa riorganizzazione non si limita alla sfera distributiva: investe il lavoro, la produzione, la distribuzione del reddito, le relazioni commerciali e la gestione delle risorse naturali.

Storicamente, le Scritture bahá’í sono ricche di indicazioni sul benessere collettivo, sulla giustizia economica e sulla necessità di eliminare gli estremi di ricchezza e povertà. Per questo il concetto di “il sistema economico bahai” assume una valenza più ampia rispetto a definizioni puramente tecnocratiche. La comparsa di Bahá’u’lláh in un’epoca di rapida integrazione economica globale ha fatto sì che i suoi insegnamenti comprendessero più riferimenti concreti alle strutture sociali ed economiche rispetto ad altre rivelazioni religiose. Tuttavia, va precisato che tali riferimenti non si traducono in tabelle o formule pronte: piuttosto in principi etici e orientamenti per il processo evolutivo delle istituzioni.

Il sistema economico bahai, come tema centrale, implica inoltre una visione olistica. Noi comprendiamo che le questioni economiche non sono isolate: sono collegate a salute, educazione, diritti umani, partecipazione politica, e protezione dell’ambiente. Pertanto, l’idea di sistema economico bahai presuppone una progettualità che integri più settori, promuova la cooperazione e valorizzi la dignità umana. Questa integrazione richiede tempo, studio e soprattutto la formazione di competenze che traducano i principi in pratiche e istituzioni operative.

Il mondo come un corpo umano: metafora dell’interdipendenza organica nel sistema economico bahai

L’umanità come un solo corpo: l’interdipendenza organica alla base del sistema economico bahai.

Perché interrogarsi sul sistema economico bahai: esigenze morali e pratiche

Ci interroghiamo su il sistema economico bahai perché la realtà contemporanea mostra limiti visibili delle strutture attuali: disuguaglianze crescenti, esclusione di ampie fasce produttive, degrado ambientale e crisi di fiducia nelle istituzioni. Questi problemi richiedono non soltanto interventi tecnici, ma un ripensamento dei fini dell’attività economica. Noi riteniamo che porre al centro la spiritualità e i valori umani sia essenziale per orientare la trasformazione delle strutture economiche.

La domanda sul sistema economico bahai è anche pratica. Le comunità e le nazioni oggi devono risolvere problemi concreti: come garantire il diritto al lavoro, gestire la distribuzione delle risorse, stabilire meccanismi fiscali equi, promuovere l’educazione e la salute. I princìpi bahá’í forniscono criteri per valutare le scelte politiche: giustizia, equità, cooperazione, moderazione e servizio. Interrogarci su come tradurre questi criteri in strumenti economici significa preparare il terreno affinché in futuro esperti, in consultazione con la Casa Universale di Giustizia, possano formulare istituzioni coerenti con lo spirito bahá’í.

Infine, crediamo che il tema meriti attenzione perché il sistema economico bahai non è solo un progetto per i credenti: ha una valenza universale. Un ordine economico fondato su valori condivisi può favorire la coesione sociale a livello globale. Per questo il nostro interesse non è isolazionista, ma volto a partecipare al bene comune attraverso la promozione di pratiche economiche che mettano al centro l’umanità come un corpo unico e interconnesso.

La doppia natura dell’uomo nel sistema economico bahai

Sviluppo autentico: armonia tra bisogni materiali e valori spirituali nel sistema economico bahai.

Stato Attuale

Nessun sistema completo oggi: cosa dice la tradizione bahá’í

Nella fase attuale, dobbiamo riconoscere con chiarezza che non esiste ancora un sistema economico bahai completo e codificato. Le Scritture non presentano una lista completa di politiche economiche o formule tecniche che possano essere applicate senza mediazione. Questa assenza è consapevole: la rivelazione offre principi morali e direttive generali, lasciando ai tempi futuri e agli esperti il compito di elaborare applicazioni concrete. La Casa Universale di Giustizia stessa ha affermato che Bahá’u’lláh non ha presentato un sistema economico dettagliato, ma ha indicato la necessità di riorganizzare la società e fornito linee guida etiche fondamentali.

Questa situazione non è un limite, ma una scelta metodologica che permette elasticità e adattamento. Il mondo cambia: istituzioni, tecnologia e relazioni internazionali evolvono rapidamente. Un sistema rigido codificato in un dato momento rischierebbe di diventare obsoleto. Per questo, noi interpretiamo l’assenza di un sistema finito come una chiamata all’impegno costante: preparare le basi spirituali oggi e, quando le condizioni saranno mature, collaborare alla progettazione istituzionale di domani. Nel frattempo, i credenti sono chiamati a vivere secondo i principi che la rivelazione propone e a sperimentare pratiche locali che riflettano quei valori.

Occorre sottolineare anche che questa mancanza non significa inattività. Comunità bahá’í e singoli sono già coinvolti in iniziative pratiche: dalla promozione dell’educazione al sostegno a impresa sociale, dalla cooperazione agricola a progetti di microfinanza ispirati a principi di equità. Queste esperienze, accumulate con riflessione e ricerca, costituiranno risorse preziose per l’elaborazione futura del sistema economico bahai. In sintesi, oggi non abbiamo un modello unico e compiuto, ma disponiamo di valori e pratiche sperimentali che guidano la costruzione progressiva di istituzioni più giuste.

Equità oltre l’uguaglianza nel sistema economico bahai: opportunità uguali e risultati equi

Equità non significa uniformità: eliminare gli estremi di ricchezza e povertà

Assenza di insegnamenti tecnici, ruolo della religione e applicazione dei principi spirituali

Un punto cruciale della nostra analisi è l’assenza di insegnamenti tecnici dettagliati nelle Scritture bahá’í. Non troveremo nelle rivelazioni formule su elasticità della domanda, curve di offerta, o tassi di interesse ottimali espressi come dati empirici. La rivelazione propone invece verità morali: la centralità della giustizia, la condanna degli estremi di ricchezza e povertà, l’enfasi sul lavoro come servizio. Questo non implica che religione ed economia siano separate: al contrario, la religione forgia lo spirito che informa le scelte economiche.

Il ruolo della religione è quindi quello di orientare i fini e i valori mentre la tecnica economica fornisce gli strumenti per realizzarli. Noi sosteniamo che questa complementarità è fondamentale: la tecnica senza valori può produrre risultati ingiusti, mentre i valori senza applicazioni pratiche restano privi di efficacia. Il compito delle istituzioni bahá’í sarà dunque quello di promuovere studi, ricerche e consultazioni che traducano i principi in regole e procedure efficaci, compatibili con le condizioni storiche e culturali di ciascun contesto.

Nel frattempo, l’applicazione dei principi spirituali avviene attraverso comportamenti individuali e pratiche comunitarie. Onestà, generosità, servizio, moderazione diventano criteri di scelta economica quotidiana: dalla gestione delle finanze personali all’impostazione di progetti imprenditoriali. Queste pratiche producono effetti concreti: riducono la corruzione, promuovono fiducia sociale e facilitano sistemi di scambio più equi. Perciò, anche senza manuali tecnici, l’influsso della religione sull’economia è reale e tangibile.

Visione Futura

Evoluzione graduale: costruire il sistema economico bahai passo dopo passo

La nostra visione del futuro non è quella di un salto istantaneo verso un modello perfetto, ma di un’evoluzione graduale. Crediamo che il processo di costruzione del sistema economico bahai richieda più fasi: consolidamento dei principi spirituali nella vita quotidiana, sperimentazione di pratiche economiche locali, studio comparato delle esperienze e infine, con il tempo e la maturità collettiva, la formulazione di istituzioni permanenti. Questo cammino graduale rispetta la naturale complessità delle società umane e la necessità di apprendere attraverso l’esperienza.

Nel percorso di evoluzione, la capitale importanza è data alla formazione di una cultura economica basata sull’etica. Occorre educare le nuove generazioni alla moderazione, alla cooperazione e alla responsabilità verso il prossimo e l’ambiente. Solo così si creeranno le condizioni sociali per introdurre meccanismi istituzionali differenti dall’attuale status quo. L’evoluzione graduale implica anche sperimentazioni locali: comunità che adottano sistemi di partecipazione agli utili, cooperative agricole, forme di microcredito etico. Queste iniziative permettono di testare ipotesi e raccogliere dati utili per l’elaborazione di politiche su scala più ampia.

Un altro elemento dell’evoluzione graduale è la necessità di coordinamento tra livelli: locale, nazionale e internazionale. Le soluzioni locali possono essere diverse a seconda del contesto, ma devono inserirsi in una prospettiva coerente che punti all’unificazione dei criteri etici. Questo richiede strumenti di analisi, scambio di conoscenze e meccanismi di consultazione efficaci, così che ciò che funziona in un luogo possa essere adattato altrove. In definitiva, la costruzione del sistema economico bahai sarà un processo paziente, partecipativo e sperimentale, guidato da principi stabili ma applicato con flessibilità.

Collaborazione con esperti e guida della Casa Universale di Giustizia

Per trasformare principi in istituzioni efficaci crediamo sia indispensabile la collaborazione tra esperti in economia e le istituzioni bahá’í. La Casa Universale di Giustizia ha chiarito che, in consultazione con economisti e specialisti, assisterà alla formulazione del sistema economico bahai quando le circostanze lo richiederanno. Questo approccio unisce la saggezza spirituale alla competenza tecnica, riconoscendo che la realizzazione pratica necessita di conoscenze specialistiche: statistica, analisi di mercato, politica fiscale, gestione delle risorse naturali e progettazione istituzionale.

La collaborazione con esperti non significa subordinare i valori alla tecnica. Al contrario, gli esperti sono chiamati a servirsi dei principî etici come bussola per l’analisi e la proposta di soluzioni. Noi vediamo questa inclinazione come un partenariato: gli specialisti offrono strumenti metodologici e modelli, mentre la guida bahá’í verifica la coerenza morale e l’adeguatezza sociale delle proposte. Questo processo di consultazione plurale aiuterà a disegnare meccanismi che prevengano la concentrazione eccessiva della ricchezza, tutelino i più vulnerabili e promuovano la sostenibilità ambientale.

Infine, la Casa Universale di Giustizia svolgerà un ruolo di coordinamento e supervisione, garantendo che le soluzioni emergenti restino fedeli allo spirito della Rivelazione ma anche praticabili nella realtà. La nostra fiducia è che, attraverso consultazione, ricerca e sperimentazione, si arriverà a un quadro istituzionale che possiamo chiamare con proprietà il sistema economico bahai: non come “un libro di ricette”, ma come un insieme di principi, istituzioni e pratiche operative che favoriscano il progresso materiale e spirituale dell’umanità.

Ricchezza e lavoro nel sistema economico bahai: il lavoro come adorazione e servizio

Il lavoro come servizio: quando la produzione diventa adorazione.

Principi Guida

Valori spirituali come fondamento del sistema economico bahai

Il cuore di qualsiasi progetto economico bahá’í è l’integrazione dei valori spirituali nella vita quotidiana. Noi crediamo che onestà, integrità, generosità e fiducia siano la base su cui costruire relazioni economiche sane. Questi valori non sono semplici ornamenti morali: producono effetti pratici vitali. Ad esempio, la fiducia riduce i costi di transazione, la generosità incentiva il capitale sociale, e l’onestà rende i mercati più efficienti. L’idea del sistema economico bahai è quindi radicata nella trasformazione delle intenzioni e dei comportamenti individuali e collettivi.

Al livello comunitario, i valori spirituali si traducono in pratiche concrete: trasparenza nelle operazioni finanziarie, consultazione partecipativa nella gestione dei progetti, responsabilità verso i beneficiari di programmi sociali. L’educazione ai valori diventa una priorità: formare cittadini capaci di valutare scelte economiche non soltanto in base al profitto, ma in base al contributo al bene comune. Questo spostamento di paradigma rende possibile l’adozione di strumenti economici che privilegino la sostenibilità e l’equità, elementi essenziali del sistema economico bahai.

Inoltre, i valori spirituali incoraggiano la sobrietà e la moderazione, antidoti alla cultura consumistica che genera sprechi e disuguaglianze. Noi promuoviamo una concezione del benessere che non si limiti all’accumulazione di beni, ma che misuri la qualità della vita attraverso relazioni umane, salute, educazione e sensibilità ambientale. Infine, questi valori creano un orizzonte morale condiviso che facilita la cooperazione tra individui e istituzioni, fondamentale per realizzare le trasformazioni richieste dal sistema economico bahai.

Giustizia, equità e cooperazione: principi operativi

La giustizia è centrale per il sistema economico bahai. Noi intendiamo la giustizia come il dare a ciascuno ciò che gli spetta e come l’instaurazione di condizioni che permettano a tutti di sviluppare il proprio potenziale. Questo comprende pari opportunità di accesso all’educazione, alla salute e al lavoro. Per tradurre la giustizia in politiche concrete servono strumenti come la tassazione progressiva, programmi di protezione sociale e misure che garantiscano accesso equo alle risorse produttive.

Accanto alla giustizia, l’equità assume un ruolo operativo: non si tratta di uguaglianza assoluta, che ignorerebbe differenze di talento e impegno, ma di una distribuzione che limiti gli eccessi e prevenga la concentrazione delle risorse nelle mani di pochi. L’idea di equità è integrata con la promozione di opportunità reali per tutti, in modo che le differenze economiche riflettano merito e contributo, ma non derivino da privilegi ingiusti o da esclusione sistematica.

La cooperazione, infine, è vista come principio socioeconomico fondamentale. Noi sosteniamo che la società progredisce meglio quando gli attori economici coltivano interessi comuni oltre agli interessi individuali. Forme associative, cooperative, imprese sociali e meccanismi di partecipazione agli utili sono strumenti che incarnano la cooperazione. Nel sistema economico bahai la competizione non scompare, ma è temperata dalla consapevolezza che la prosperità di uno non deve compromettere il benessere dell’altro. La cooperazione sostiene così la resilienza e la stabilità sociale, elementi imprescindibili per un ordine economico sano.

Attività Economiche

Lavoro, ricchezza e loro valore spirituale nel sistema economico bahai

Nel pensiero bahá’í il lavoro assume una dimensione spirituale: è considerato un atto di servizio e, se svolto con intenti corretti, è equiparato al culto. Questo cambiamento di prospettiva influisce profondamente sulla concezione del lavoro nel sistema economico bahai. Noi promuoviamo l’idea che ogni occupazione, dalla più umile alla più qualificata, contribuisce al bene comune e merita rispetto e retribuzione dignitosa. Il lavoro diventa quindi non solo mezzo di sussistenza, ma anche strumento di sviluppo personale e collettivo.

Per quanto riguarda la ricchezza, essa non è demonizzata. La ricchezza è accettata e può essere lodevole se acquisita onestamente e usata per scopi filantropici e sociali. Il vero problema è la concentrazione e l’uso egoistico della ricchezza. Nel sistema economico bahai incoraggiamo la purificazione dei beni attraverso pratiche come il pagamento dell’Huqúqu’lláh, la generosità e l’impegno verso progetti che migliorino il benessere collettivo. La ricchezza diventa dunque risorsa per promuovere educazione, salute, progresso agricolo e infrastrutture sociali.

In concreto, promuoviamo meccanismi che valorizzino il lavoro e prevengano lo sfruttamento: salari equi, condizioni di lavoro dignitose, incentivi per imprese etiche e attenzione particolare a settori che impiegano larghi strati della popolazione. La nostra prospettiva educativa mira a elevare la comprensione del lavoro come servizio, favorendo una società dove il contributo di ciascuno è riconosciuto e valorizzato. Questo orientamento sarà un pilastro del sistema economico bahai.

Settori chiave: agricoltura, industria, servizi e loro ruolo nella transizione

Nel disegnare il panorama delle attività economiche, riteniamo che alcuni settori debbano ricevere attenzione prioritaria. Tra questi, l’agricoltura occupa un ruolo strategico. Le Scritture raccomandano una particolare cura per l’agricoltura, vista come fonte primordiale di sussistenza e stabilità sociale. Nel sistema economico bahai l’agricoltura dovrebbe essere valorizzata con tecniche sostenibili, rafforzamento delle capacità dei contadini, accesso a credito equo e politiche che proteggano la sicurezza alimentare.

L’industria e i servizi sono altrettanto importanti per creare occupazione e crescita. Tuttavia, devono essere orientati verso fini sociali e ambientali. Incentiviamo lo sviluppo di industrie leggere, produzione responsabile e imprese che adottino modelli di partecipazione agli utili e responsabilità verso i lavoratori. I servizi, compresi istruzione e sanità, devono essere accessibili e di qualità: investire in questi settori significa aumentare il capitale umano e ridurre le disuguaglianze.

La transizione verso un sistema economico bahai implica anche la promozione di strumenti finanziari etici, tecnologie appropriate per piccoli produttori e l’incoraggiamento di forme associative come cooperative e imprese sociali. L’obiettivo è bilanciare crescita e giustizia, garantendo che i benefici della produttività raggiungano ampie parti della popolazione. In questo processo, la protezione ambientale diventa criteri di pianificazione settoriale: ogni scelta produttiva deve valutare l’impatto sulle risorse naturali e sulle generazioni future.

Cooperazione e interdipendenza nel sistema economico bahai, oltre la competizione

La cooperazione è la forza vitale di un’economia al servizio dell’umanità

Elementi di Mercato

Interesse equo sui prestiti, microcredito e partecipazione agli utili

Nel campo degli strumenti di mercato, il sistema economico bahai riconosce la legittimità di pratiche finanziarie purché siano guidate da equità e responsabilità. Le Scritture autorizzano il pagamento degli interessi in certe circostanze, ma pongono l’accento sulla necessità di evitare sfruttamento e usura. Noi sosteniamo sistemi di credito che offrano condizioni giuste, accesso a chi ne ha bisogno e tassi che non portino alla trappola dell’indebitamento.

Il microcredito è un esempio di strumento che può essere coerente con il sistema economico bahai se implementato con attenzione etica. Esperienze come quelle del Bangladesh mostrano come piccoli prestiti a condizioni moderate possano favorire l’empowerment, specialmente femminile, e ridurre la povertà. Tuttavia, è fondamentale che il microcredito sia accompagnato da formazione, servizi di supporto e misure per prevenire indebitamenti dannosi.

La partecipazione agli utili è un altro strumento promosso nelle Scritture e sostenuto come pratica capace di allineare gli interessi dei lavoratori e dei proprietari. Modelli di profit sharing e cooperative possono assicurare che i benefici dell’impresa siano distribuiti in modo più equo, incentivando produttività, responsabilità e senso di appartenenza. Nel sistema economico bahai, tali meccanismi contribuiscono a moderare gli squilibri e a promuovere coesione sociale.

Tassazione progressiva, moneta e politiche fiscali etiche

La tassazione progressiva è considerata uno degli strumenti più efficaci per ridurre le disuguaglianze e finanziare servizi pubblici essenziali. Noi riteniamo che un sistema fiscale equo e trasparente sia coerente con il sistema economico bahai quando mira a garantire servizi universali e opportunità per tutti. La progressività delle imposte, unita a meccanismi di controllo e accountability, permette di prevenire accumuli di ricchezza dannosi per il tessuto sociale.

Il tema della moneta e delle politiche monetarie è complesso ma affrontabile in chiave bahá’í. Le Scritture suggeriscono l’importanza di un sistema monetario stabile e, in certi passaggi, auspicano uniformità valutaria per facilitare gli scambi. Nel contesto contemporaneo, l’idea di una politica monetaria responsabile si traduce nella necessità di istituzioni indipendenti, regole chiare per il credito e misure che prevengano instabilità finanziaria. Le decisioni sulla moneta devono essere prese tenendo conto della protezione dei più vulnerabili e della sostenibilità dell’economia reale.

Tutte queste politiche fiscali e monetarie vanno interpretate alla luce dei principi etici: trasparenza, responsabilità, servizio al bene comune. È necessario inoltre che le scelte siano il frutto di consultazione e competenza tecnica, in modo da tradurre i valori in strumenti concreti e funzionanti.

Costruire le fondamenta spirituali del sistema economico bahai attraverso cooperazione e giustizia

Il futuro emerge oggi: costruire insieme le fondamenta spirituali dell’economia

Obiettivi Centrali

Unità del genere umano e benessere collettivo come scopi primari

Alla base del sistema economico bahai c’è una finalità chiara: promuovere l’unità del genere umano e il benessere collettivo. Noi consideriamo l’economia come mezzo, non come fine. Tutte le politiche e le istituzioni dovrebbero quindi essere valutate in base alla loro capacità di avvicinare le persone, ridurre conflitti e costruire condizioni di vita dignitose per tutti. L’unità costituisce il criterio supremo: un sistema economico che perpetui divisioni e esclusione è incompatibile con il felice progetto bahá’í.

Il benessere collettivo include dimensioni multiple: accesso ai servizi essenziali, opportunità di sviluppo, sicurezza economica e coesione sociale. Per realizzare questi obiettivi serve una pianificazione lungimirante che concili crescita e distribuzione, sviluppo tecnologico e tutela ambientale, progresso materiale e avanzamento spirituale. Il sistema economico bahai mira a modellare istituzioni che perseguano questi fini, rendendo la prosperità condivisa un traguardo raggiungibile e sostenibile.

Infine, l’enfasi sull’unità ci spinge a promuovere politiche internazionali solidali: commercio equo, cooperazione allo sviluppo e regole globali che prevengano la marginalizzazione di intere nazioni o gruppi. La visione bahá’í applicata all’economia porta a considerare la giustizia non solo dentro i confini nazionali ma su scala planetaria.

Civiltà in continuo progresso e protezione dell’ambiente

Un altro obiettivo centrale è la costruzione di una civiltà in continuo progresso, intesa come sviluppo materiale integrato con crescita morale. Noi crediamo che il vero progresso non si misuri unicamente in termini di PIL, ma nella capacità di elevare la condizione umana: migliori relazioni, dignità per i più deboli, ambiente preservato per le generazioni future. Il sistema economico bahai mira a promuovere innovazione e benessere senza compromettere la capacità dei futuri abitanti del pianeta di soddisfare i propri bisogni.

La protezione dell’ambiente è quindi inseparabile dagli obiettivi economici. Politiche per la gestione sostenibile delle risorse naturali, riduzione delle emissioni inquinanti, promozione di energie rinnovabili e pratiche agricole sostenibili sono componenti essenziali. Noi chiediamo che ogni decisione economica valuti l’impatto ambientale e consideri la responsabilità verso le generazioni future. L’integrazione tra etica e politica ambientale è un aspetto decisivo della futura definizione di il sistema economico bahai.

In definitiva, perseguendo unità, benessere collettivo, progresso civico e tutela ambientale, il sistema economico bahai mira a costruire una società che sia prospera e giusta, capace di assicurare opportunità e dignità a tutti. Per giungere a questo risultato servono tempo, impegno, competenze e soprattutto una comunità mondiale pronta a mettere in pratica i valori che professiamo.

Conclusione: economia, principi e visione per una civiltà in progresso

In questo articolo abbiamo visto come l’economia, nella prospettiva bahá’í, non sia un fine ma uno strumento al servizio dell’unità del genere umano. Non esiste oggi un sistema economico bahai completo e codificato, ma un insieme coerente di principi spirituali — giustizia, equità, cooperazione, moderazione, servizio — destinati a orientare l’evoluzione graduale delle istituzioni e delle pratiche economiche. Il lavoro è valorizzato come atto di servizio, la ricchezza è legittima se usata per il bene comune, il mercato è ammesso se temperato da etica e responsabilità, e lo sviluppo è autentico solo quando integra dimensione materiale e spirituale, tutelando l’ambiente e i più vulnerabili. Questa visione non propone scorciatoie, ma un cammino paziente e partecipativo, fondato sulla collaborazione tra comunità, esperti e guida istituzionale, per costruire nel tempo un ordine economico più giusto e sostenibile.

Spirale simbolica composta da motivi culturali che rappresentano l’unità nella diversità, con il titolo “La pace universale” – Episodio 8 della serie “Introduzione alla Fede bahá’í

Episodio 8 – La pace universale: una visione bahá’í del progresso verso l’unità mondiale

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