Il 27 novembre 2024, la Comunità Bahá’í d’Italia ha avuto l’opportunità di presentare la propria realtà e le sfide che affronta durante un’audizione alla Camera dei Deputati Italiana. Questo incontro ha messo in luce le persecuzioni subite dalla comunità in Iran e l’importanza del supporto internazionale per garantire i diritti umani.
Introduzione dell’Audizione
L’audizione della Comunità Bahá’í d’Italia si è tenuta in un contesto di crescente attenzione verso le violazioni dei diritti umani. Questo incontro ha rappresentato un’opportunità fondamentale per evidenziare le problematiche che affliggono la comunità Bahá’í, in particolare in Iran, e per discutere le possibili azioni da intraprendere a livello internazionale.
Saluto dei Partecipanti
All’inizio dell’audizione, i rappresentanti della Comunità Bahá’í hanno ricevuto un caloroso benvenuto dai membri della commissione. Il vicepresidente Formentini ha aperto i lavori esprimendo gratitudine per la presenza dei relatori, sottolineando l’importanza del dialogo per la difesa dei diritti umani.
Breve Introduzione alla Fede Bahá’í
La Fede Bahá’í è una religione monoteistica che promuove l’unità di Dio, della religione e dell’umanità. Fondata nel XIX secolo, essa insegna che tutte le religioni derivano da una stessa fonte divina e che ogni messaggero porta un messaggio appropriato per il tempo e il luogo in cui vive. Questo principio di unità è centrale per la comunità Bahá’í, che si impegna a costruire ponti tra le diverse fedi e culture.

Persecuzioni dei Bahá’í in Iran
Le persecuzioni contro la comunità Bahá’í in Iran hanno radici profonde e si sono intensificate dopo la rivoluzione islamica del 1979. I Bahá’í, considerati una minoranza non musulmana, subiscono discriminazioni sistematiche, che includono l’arresto arbitrario, la negazione del diritto all’istruzione e l’esclusione dal lavoro. Le autorità iraniane hanno implementato politiche mirate a distruggere la comunità, rendendo difficile la loro sopravvivenza:
- Negazione dell’accesso all’istruzione superiore per i giovani Bahá’í.
- Espulsioni dal lavoro nel settore pubblico e privato.
- Arresti e torture di membri della comunità.
Storia della Comunità Bahá’í in Italia
La comunità Bahá’í in Italia ha una storia che risale agli inizi del XX secolo, quando i primi fedeli giunsero nel paese. Nel corso degli anni, la comunità si è radicata e ha sviluppato una struttura organizzativa complessa, caratterizzata da una forte diversità culturale. Oggi, la comunità riunisce persone di origini diverse, unite dagli ideali di pace, giustizia e unità.
Nel 2023, la Comunità Bahá’í d’Italia ha celebrato il settantacinquesimo anniversario della sua fondazione, un momento significativo che ha messo in luce il contributo dei Bahá’í alla società italiana. Attraverso attività di servizio e programmi educativi, la comunità continua a promuovere valori universali e a lavorare per il bene comune.

Intervento della Dottoressa Celine Gherardini
Durante l’audizione, la Dottoressa Celine Gherardini ha sottolineato l’importanza del servizio alla comunità e l’impegno della fede Bahá’í per il superamento dei pregiudizi. Ha evidenziato che i valori fondamentali della fede includono l’unità di Dio e dell’umanità, e che la comunità Bahá’í si impegna attivamente nella costruzione di legami sociali. La Dottoressa Gherardini ha anche messo in evidenza il ruolo cruciale della comunità Bahá’í nel promuovere la giustizia e la parità di diritti tra uomini e donne.
Il suo intervento ha rappresentato una testimonianza significativa, non solo della storia della fede Bahá’í, ma anche delle attuali sfide che la comunità affronta, specialmente in Iran. Ha esortato i membri della commissione a considerare la situazione dei Bahá’í come parte di un contesto più ampio di diritti umani e di libertà religiosa.
Condizioni dei Bahá’í in Iran
Le condizioni dei Bahá’í in Iran sono drammatiche e caratterizzate da un sistema di repressione e discriminazione. Dopo la rivoluzione islamica, la comunità Bahá’í è stata soggetta a violazioni sistematiche dei diritti umani, incluse esecuzioni extragiudiziali e torture.
- Negazione di diritti fondamentali: I Bahá’í in Iran non possono esercitare liberamente la loro fede, e sono esclusi da qualsiasi forma di partecipazione politica.
- Arresti arbitrari: Molti membri della comunità sono stati arrestati senza un giusto processo, e le loro famiglie vivono nella paura costante di rappresaglie.
- Discriminazione economica: I Bahá’í affrontano difficoltà nell’accesso al lavoro e all’istruzione, con molti che perdono i propri mezzi di sussistenza a causa delle loro credenze religiose.
Queste condizioni non solo mettono a rischio la vita dei Bahá’í, ma minacciano anche la loro esistenza come comunità. La Dottoressa Gherardini ha evidenziato che la situazione richiede un’attenzione urgente da parte della comunità internazionale.

La Campagna ‘Our Story is One’
La campagna ‘Our Story is One’ è stata lanciata per commemorare le vittime delle persecuzioni e per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla lotta dei Bahá’í per i diritti umani. Questa iniziativa mira a unire le voci di coloro che sono stati colpiti dalla violenza e dall’ingiustizia.
La campagna si concentra sull’importanza della resilienza e della speranza, raccontando storie di coraggio e resistenza di donne e uomini Bahá’í. Attraverso eventi, testimonianze e attività di sensibilizzazione, la campagna cerca di creare solidarietà e supporto per la comunità Bahá’í in tutto il mondo.
- Raccolta di testimonianze: La campagna invita le persone a condividere le loro storie e esperienze, creando un archivio di testimonianze che evidenziano le ingiustizie subite.
- Mobilitazione internazionale: Attraverso petizioni e eventi pubblici, la campagna stimola l’azione globale per fermare le persecuzioni e promuovere la giustizia.
- Educazione e sensibilizzazione: La campagna si propone di informare il pubblico sulle condizioni dei Bahá’í e sulle violazioni dei diritti umani in Iran.
Negazione dei Diritti e Persecuzioni Continuative
La negazione dei diritti fondamentali per i Bahá’í in Iran è sistematica e continua. Le autorità iraniane hanno implementato politiche che mirano a marginalizzare e distruggere la comunità Bahá’í. Queste politiche includono:
- Espulsioni dalle università: I Bahá’í sono esclusi dall’istruzione superiore, privando così i giovani di opportunità educative.
- Esclusione dal lavoro: Molti Bahá’í perdono il lavoro a causa delle loro credenze, con un impatto devastante sulle loro famiglie.
- Violazioni della libertà di espressione: I Bahá’í non possono esprimere liberamente le loro opinioni o praticare la loro fede senza timore di rappresaglie.
Le testimonianze di coloro che hanno subito queste ingiustizie sono strazianti. Molti raccontano di torture, arresti arbitrari e abusi, creando un clima di terrore che pervade la comunità. È fondamentale che la comunità internazionale si unisca per denunciare queste violazioni e chiedere giustizia.
Importanza del Supporto Italiano e Internazionale
Il supporto dell’Italia e della comunità internazionale è cruciale per i Bahá’í in Iran. La pressione diplomatica e le azioni concrete possono fare la differenza nella lotta per i diritti umani. È essenziale che l’Italia continui a sostenere le risoluzioni che denunciano le violazioni dei diritti umani in Iran e che mantenga viva l’attenzione su questa questione.
- Cooperazione con organizzazioni internazionali: L’Italia può collaborare con organizzazioni per i diritti umani per monitorare la situazione e fare pressione sul governo iraniano.
- Rafforzare le reti diplomatiche: Un impegno attivo nella diplomazia può contribuire a sensibilizzare altri paesi sulla situazione dei Bahá’í e a mobilitare supporto globale.
- Promuovere campagne di sensibilizzazione: Iniziative pubbliche e informative possono aiutare a educare il pubblico sulla realtà dei Bahá’í in Iran e a stimolare l’azione.
La storia ha dimostrato che la solidarietà e il supporto internazionale possono portare a cambiamenti significativi. È fondamentale che l’Italia rimanga un faro di speranza e giustizia per i Bahá’í e per tutte le minoranze perseguitate in Iran e nel mondo.

Contributo della Comunità Bahá’í alla Società
La Comunità Bahá’í non è solo una realtà religiosa, ma anche un attore sociale attivo nel promuovere il progresso e il benessere delle società in cui opera. In Italia, i Bahá’í si dedicano a progetti che mirano a costruire una società più giusta e inclusiva, valorizzando la diversità e promuovendo la cooperazione tra le diverse comunità.
Uno dei principali settori di intervento è l’educazione. La comunità organizza programmi educativi che non solo forniscono conoscenze accademiche, ma anche valori morali e sociali. Questi programmi incoraggiano i giovani a diventare cittadini responsabili e attivi, capaci di contribuire positivamente alla società.
- Iniziative di solidarietà: La comunità promuove attività di volontariato e progetti di sviluppo comunitario, che mirano a rispondere ai bisogni delle persone più vulnerabili.
- Dialogo interreligioso: I Bahá’í lavorano attivamente per costruire ponti di comprensione e rispetto tra le diverse fedi, organizzando eventi e incontri che favoriscono il dialogo.
- Educazione alla pace: La comunità si impegna a diffondere la cultura della pace, organizzando corsi e workshop che insegnano le competenze necessarie per risolvere i conflitti in modo costruttivo.
Attraverso queste iniziative, la Comunità Bahá’í contribuisce non solo al benessere della società italiana, ma crea anche un modello di come diverse culture e fedi possano convivere armoniosamente, lavorando insieme per il bene comune.
Conclusioni e Prospettive di Dialogo
Le audizioni come quella tenutasi alla Camera dei Deputati rappresentano un passo importante verso una maggiore consapevolezza e supporto per la Comunità Bahá’í. La testimonianza dei rappresentanti Bahá’í ha messo in luce non solo le ingiustizie subite, ma anche le potenzialità di dialogo e cooperazione che esistono tra le diverse fedi e culture.
È fondamentale che le istituzioni italiane continuino a sostenere i diritti dei Bahá’í, sia a livello nazionale che internazionale. La pressione diplomatica e il sostegno pubblico possono contribuire a migliorare la situazione dei Bahá’í in Iran e altrove, dimostrando che la comunità internazionale non resta in silenzio di fronte alle violazioni dei diritti umani.
In questo contesto, il dialogo interreligioso diventa un elemento chiave. Creare spazi di confronto e comprensione reciproca tra le diverse fedi può portare a una maggiore coesione sociale e alla costruzione di una società più giusta e pacifica.
Domande dai Membri della Commissione
Durante l’audizione, i membri della commissione hanno posto domande significative che hanno permesso di approfondire la comprensione della Comunità Bahá’í e delle sue sfide. Le domande si sono concentrate su vari aspetti, tra cui:
- Le differenze tra la fede Bahá’í e altre religioni: I rappresentanti hanno spiegato che la fede Bahá’í si basa sull’unità di tutte le religioni, sottolineando che esse derivano da una stessa fonte divina.
- Il ruolo delle donne nella comunità: È stato evidenziato l’impegno della comunità per l’uguaglianza di genere e il potenziamento delle donne, che occupano ruoli di leadership e partecipano attivamente alla vita comunitaria.
- Strategie di sensibilizzazione: I rappresentanti hanno discusso le iniziative in corso per aumentare la consapevolezza sulla situazione dei Bahá’í in Iran e per mobilitare supporto internazionale.
Queste domande hanno facilitato un dialogo costruttivo, evidenziando l’importanza della comunicazione e della comprensione reciproca nel promuovere i diritti umani e la libertà religiosa.
Chiusura dell’Audizione
Alla conclusione dell’audizione, i membri della commissione hanno espresso la loro solidarietà nei confronti della Comunità Bahá’í e hanno ribadito l’importanza di continuare a lavorare insieme per difendere i diritti di tutte le minoranze religiose. È emerso un consenso generale sulla necessità di un impegno attivo da parte delle istituzioni italiane per affrontare le ingiustizie che i Bahá’í affrontano in Iran e in altre parti del mondo.
La comunità Bahá’í ha ringraziato i membri della commissione per l’opportunità di condividere le loro esperienze e ha espresso la speranza che questo incontro segni l’inizio di un dialogo continuo e fruttuoso. Solo attraverso il dialogo e la cooperazione si può sperare di costruire un futuro migliore, dove la libertà di credo e i diritti umani siano rispettati e protetti per tutti.
FAQ sulla Comunità Bahá’í
Qual è la principale dottrina della fede Bahá’í?
La fede Bahá’í si basa su tre principi fondamentali: l’unità di Dio, l’unità della religione e l’unità dell’umanità. Questi principi promuovono l’idea che tutte le religioni provengono da una stessa fonte divina e che l’umanità è una sola famiglia.
Come si organizza la Comunità Bahá’í?
La Comunità Bahá’í è organizzata in modo decentralizzato, con assemblee spirituali locali e nazionali che gestiscono gli affari della comunità. Le decisioni vengono prese attraverso consultazioni collettive, valorizzando la partecipazione di tutti i membri.
Qual è il ruolo delle donne nella comunità Bahá’í?
Le donne occupano un ruolo centrale nella Comunità Bahá’í. La fede Bahá’í promuove l’uguaglianza di genere e incoraggia le donne a partecipare attivamente in tutti gli aspetti della vita comunitaria e sociale.
Come posso sostenere la Comunità Bahá’í?
Ci sono diversi modi per sostenere la Comunità Bahá’í, tra cui partecipare ad eventi, condividere informazioni sulla loro situazione e sostenere campagne per i diritti umani. La consapevolezza e l’educazione sono strumenti fondamentali per promuovere il rispetto e la comprensione reciproca.